LESBICA

Questo termine deriva dall'isola di Lesbo, dove visse nel VII –VI secolo a.C, Saffo, una poetessa emotivamente e sessualmente orientata verso il proprio stesso sesso. Il sostantivo “lesbica” prende il nome dall’isola, mentre l’aggettivo “saffico” deriva dal nome della poetessa.
L’omosessualità femminile, così come quella maschile, è antica come il mondo. E come l’eterosessualità.
Ve ne sono testimonianze a partire dal 2.300 a.C: nel codice di Hammurabi (1792 a.C.) se ne parla diffusamente.
Molto più tardi, Platone toccherà l’argomento nel Simposio, parlando di “tribadismo” (da una parola greca che significa “sfregare”).
Nel mondo greco, e in seguito in quello latino, il lesbismo non era condannato. A farlo ci avrebbe pensato il cristianesimo.
Nel Medioevo qualsiasi tipo di omosessualità, maschile o femminile che fosse,veniva punita con ferocia. Le streghe venivano accusate di tutto, e quindi anche di pratiche lesbiche, considerate “contro natura”. 
Tra l’ottocento e il novecento la nascita della psicologia e - più tardi – della psicoanalisi provocano la comparsa di nuove patologie: il lesbismo è una di queste, anche per Freud, che la considera un “comportamento deviante”. Solo molti anni più tardi tutti si accorgeranno dell’errore diagnostico che consentiva psicoterapie grottesche.
I nazisti non si fecero sfuggire l’opportunità di mostrare a 360 gradi la propria ottusità e ferocia, imprigionando nei lager anche le lesbiche (accanto agli omosessuali e agli ebrei).
 
Pur avendo assistito, in questi anni, a una sempre maggiore accettazione da parte dell’opinione pubblica, di questa realtà, non si può dire che le lesbiche abbiano vita facile in tutto il mondo.
 Anche se, rispetto al loro omologo maschile, incontrano meno rabbiosa intolleranza: l’omosessualità maschile viene vissuta come oltraggio e attentato alla mascolinità, e come tale evoca fantasmi di impotenza che la cultura maschilista imperante non riesce a gestire. L’omosessualità femminile non scatena la stessa reazione, e quindi tende ad essere più tollerata.
Questo processo è aiutato dal fatto che una maggiore espansività tra donne è considerata una caratteristica femminile: se due ragazze camminano tenendosi per mano non creano disagio nella gente, ma se lo fanno due ragazzi della stessa età la reazione omofoba è assai probabile.