INVERTITO

La parola “invertito” è un’invenzione tutta italiana. La si deve ad un illustre scienziato nostrano, Arrigo Tamassia, assistente di Cesare Lombroso, al quale successe sulla cattedra di medicina Legale dell’Università di Padova alla fine dell’800.
Il termine “invertito”, ripreso dagli inglesi e dai francesi, contiene un indiretto “politically uncorrect”: c’è evidentemente una sessualità che va per il verso giusto, e un’altra che va nella direzione opposta. E quella dell’invertito, basata sull’ “inversione” dell’istinto sessuale, va ovviamente nella direzione sbagliata: rivolgendo le sue attenzioni verso individui del proprio stesso sesso, l’invertito inverte a sua volta, sovvertendolo, l’ordine naturale delle cose.
Questo termine, nella sua pretesa di scientificità, contiene insomma un giudizio di(s)valore.
Pur non avendo la stessa valenza (e la stessa intenzione) denigratoria di finocchio, buco, o frocio, “invertito” fa comunque parte degli epiteti offensivi riservati agli omosessuali. Ormai pochissimo utilizzato.